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domenica 25 marzo 2012

REMOTA HOTEL GERMÁN DEL SOL

REMOTA HOTEL
| GERMÁN DEL SOL |
| Puerto Natales | Cile |
| Architettura |


015-2

Motivo ispiratore dell’albergo sono gli edifici per gli allevamenti ovini della Patagonia. Non le tradizionali “estancias”, le residenze accoglienti chiuse al mondo esterno, ma gli splendidi edifici, capannoni e ovili, dove si svolge il lavoro quotidiano, come seccare le pelli o altre attività da compiere al chiuso, al riparo da vento e freddo. Altri riferimenti sono i caratteristici recinti senza fine e i ricoveri per i cani da pastore.
La “plaza”, una corte centrale vuota, porta l’immensa natura selvaggia nel cuore dell’hotel. Due edifici per le camere degli ospiti si fronteggiano dai lati opposti della corte, mentre il corpo principale per le aree comuni, di maggiore altezza, è leggermente arretrato. Solo qualche masso all’interno della corte. Dà la sensazione di stare in mezzo ad una radura: evoca sia il paesaggio naturale circostante, sia l’abilità dell’uomo di adattare il suo stile di vita alla Patagonia. E’ uno spazio che invita a lasciare il caldo ambiente dell’hotel per avventurarsi nella natura, incuranti di freddo o vento, certi di ritrovare al rientro il calore e la sicurezza dei comfort quotidiani.
Nella cultura latino-americana l’uomo si relaziona alla natura senza mediazione di strade, borghi e città, come avviene invece dal Medioevo in Europa. L’America Latina vanta un’antica tradizione di architetture immerse nella natura, opere che portano segni di vita in luoghi dove pastori e mercanti transitano, si fermano per la notte, o dove di tanto in tanto si celebrano antichi riti.
Oggi la nostra cultura aiuta il viaggiatore, proveniente dalle metropoli, a relazionarsi con l’ambiente naturale, accompagnandolo in una esperienza nuova. E viaggiare è un’occasione per incuriosirsi, come bambini, del mondo che ci circonda.
L’architettura, per me, non è né la forma degli edifici, né i materiali usati. Per me, l’architettura è un dono speciale. Un dono di suggestioni che può riempire lo “spazio vuoto”, come si è soliti chiamarlo. Lo spazio sopra le nostre teste, che invita a sognare ad occhi aperti quando distratti ci guardiamo attorno.
Da lontano Remota appare come un sito caldo e accogliente nella vastità delle pianure della Patagonia. La sua raffinatezza si nasconde dietro un dimesso aspetto esterno. Le luci gialle si accendono di notte e fino all’alba: l’interno, illuminato, si rivela solo in parte attraverso la sequenza di vetrate verticali. Per noi, viaggiare o vagabondare significa consentire che l’inatteso compaia all’improvviso, e trovare l’ignoto bello così com’è.
Gli edifici sono racchiusi in una sequenza continua di vetrate verticali aperte nei muri esterni come dei tagli. Abbiamo utilizzato una struttura in calcestruzzo per pilastri, solai e pareti interne, per offrire alle camere riservatezza e protezione antincendio. La struttura è racchiusa da pannelli in compensato impermeabile con nucleo isolante in poliuretano espanso. Una membrana di asfalto sintetico riveste i pannelli, per fornire massimo isolamento e riparo dalla pioggia e dal vento. Erbe naturali della Patagonia crescono libere tutt’intorno.
I grandi massi erratici nella corte rafforzano il senso di vuoto e catturano la luce bassa del sole all’alba e al tramonto. Il paesaggio selvaggio delle pianure si estende anche nelle coperture in calcestruzzo provviste di membrana in asfalto sintetico e di un tappeto d’erba selvatica alta
60 cm. Tre passerelle in legno attraversano la corte, collegando i tre edifici. Due sono coperte; la terza, che porta alla piscina e alla sauna verso il mare, è scoperta. Le basse pareti di quest’ultima pongono un limite alla corte, mentre la linea retta dei tetti forma un orizzonte chiuso che permette di apprezzare la vastità circostante.
Architettura ed interni non si possono separare. La luce mutevole della Patagonia penetra attraverso la sequenza di tagli verticali vetrati, avvolge i grandi pilastri di calcestruzzo o di legno, scivola lungo i graticci lignei dei soffitti, appesi sotto i solai. La luce viene catturata dai colori brillanti dei tessuti stesi sui mobili in legno scuro. Artigiani locali hanno prodotto arredi geometrici, forti e spartani, recuperando rami e tronchi già spezzati dalle grandi foreste di alberi di “Lenga” che ancora crescono rigogliosi nei bassipiani vicino al mare. Nei mobili si può apprezzare il lavoro artigianale. E’ frutto della maestria di uomini e donne, non di un lavoro di progetto o di tipo industriale. Anche nelle camere da letto è stato utilizzato il legno: tavole e panche, testate dei letti e traverse, che corrono da pavimento a soffitto, separando dal bagno in modo più accogliente.
Abbiamo usato metodi e processi costruttivi particolari. Innanzitutto, i pilastri e le coperture per riparare gli operai dal cattivo tempo. Poi, la struttura è stata racchiusa da pannelli in compensato industriale, facili da montare. Una volta fissati i pannelli alle solette, sono state applicate le membrane in asfalto prodotte in rotoli e successivamente si sono inserite le vetrate. Una sequenza ininterrotta di lavori, eseguiti contemporaneamente da squadre di operai diverse.
A Remota ci sono molte strutture a risparmio energetico. Si risparmia tutto ciò che non appare necessario ad un viaggiatore raffinato, non solo per l’ecologia, ma anche per mantenere libera la mente. Un poeta cileno dice che l’importante non è la luce che si accende la sera, ma la luce che si spegne, per averne memoria… Remota impiega lampadine a basso consumo, e ricorre a toni gialli per migliorare la qualità cromatica; sanitari a basso consumo d’acqua in bagni e lavanderia; buon isolamento per l’edificio e orientamento appropriato per ottenere energia passiva; dispositivi a risparmio energetico per il riscaldamento; una pellicola anti-UV protegge le vetrate.
Vogliamo mostrare pienamente, all’interno dell’albergo, l’unicità della cultura e della natura del sito, offrire agli ospiti un’esperienza indimenticabile. Siamo riusciti a superare queste sfide con la cura e l’amore per il nostro lavoro e per le persone che materialmente lo hanno eseguito. Con un po’ di perizia e un mare di pazienza. E passione. Bisogna essere aperti a vedere il lato bello dell’inatteso, di solito migliore di quanto ci aspettiamo.

Germán del Sol